Vai al contenuto

La bottega del fuoco

I metodi per accendere i fuochi sono molteplici, utilizzati sin dalla notte dei tempi.

ESCHE:

Con il termine "esca" si intende qualunque materiale capace d'incendiarsi in tempi brevissimi e dar vita al fuoco.

Molte possono essere le esche trovabili in natura:

  • la corteccia secca;
  • trucioli di legni;
  • rametti sottili;
  • parti fibrose o legnose di piante - come il residuo del cardo secco,  pennacchi di canne palustri e ricci di castagne -;
  • sterco secco di erbivori;
  • funghi di palude - fomes fomentarius che va fatto bollire e poi seccare per accenderlo più facilmente con la pietra focaia-;
  • erba secca.

Inoltre alcune possono anche essere prodotte da noi:

  • la stoffa di cotone e jeans, che tagliata in piccole striscette si può inserire  in un barattolo metallico a chiusura ermetica  e con coperchio bucato. Questo poi si deve mettere sul fuoco dove la stoffa si carbonizza ma non si incenerisce. Quindi il barattolo si deve togliere soltanto quando non esce più aria dai fori.
  • l'ovatta tagliata in piccole palline, che si può inserire in un contenitore ermetico riempito di paraffina liquida affinché ne assorba gran parte.

INNESCHI:

Invece per accendere un fuoco utilizzando le esche si può utilizzare:

  • pietra focaia;
  • acciarino, uno strumento costituito da una lama di ferro temprato che sfregato con forza su una pietra produce scintille;
  • accendino;
  • la lente di'ingrandimento di Fresnel, caratterizzata da uno spessore totale ridotto.